Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

La Basilica superiore 
La Navata centrale
La Crociera dei Transetti
Le vetrate
LA BASILICA SUPERIORE
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LA BASILICA SUPERIORE

Non c’è in tutta la storia dell’Italia artistica uno spazio dove il genio artistico si è profuso con più forza rinnovatrice e creatrice come in questo della Basilica superiore di Assisi.
Qui il gotico nordico, ripensato nella formula francescana della “Povertà con letizia”(San Francesco ,Ammonizione XXVII), trovò la sua prima versione italiana distinguendosi per la sobrietà dell’infrastruttura parietale, per l’eliminazione di ogni fioritura (influssi del gotico cistercense) e per la gaiezza delle pareti affrescate.
Il vastissimo testo pittorico, poi, è la più grande testimonianza del trapasso dalla civiltà artistica bizantino - romanica a quella italiana, data la sua realizzazione da parte degli ultimi rappresentanti di schemi greci in Italia (Cavallini, Turriti e Risuti) e dei più grandi rinnovatori (Cimabue e soprattutto Giotto e giotteschi).
Anche gli artigiani del vetro istoriato di oltralpe, infine, inserendosi per la prima volta nel rianimato clima artistico italiano, aprono orizzonti nuovi ai loro già ricchi gusti, tematiche e tecniche, creando, con la collaborazione di italiani, un complesso di aperture luminose della più rara trasparenza cromatica e organicità linguistica e tematica.
“La basilica Assisiate col complesso delle sue ventotto finestre originali anche se non integralmente conservate costituisce così una luminosa e fortunata eccezione per l’Italia, documentandoci, fra l’altro da sola, un mezzo secolo della storia vetraria, in maniera quasi esclusiva, con testi unici. Dai quali, nella desolante carenza di simili prodotti che affligge al giorno d’oggi la penisola, si ricava il graduale passaggio da una soggezione tributaria alla civiltà del nord, ad un affrancamento progressivo sotto l’impulso della grande pittura monumentale che è retaggio tipico locale, affrancamento che si compie oltre la soglia del trecento con la stessa rapidità del rivoluzionario sovvertimento creato dalla pittura giottesca e dietro suo stimolo” (G. Marchini).
“ Fra le prime e più importanti interpretazioni italiane dell’architettura gotica, il Santuario di San Francesco si inserisce nel paesaggio assisano come insostituibile elemento centrale.
La serie dei testi pittorici che decorano l’interno in intima fusione con l’architettura, è il più completo e alto documento della civiltà figurativa italiana del Duecento e Trecento in Italia
” (F. Santi)
Terminata al tramonto del secolo XIII nelle sue strutture murarie, nel rivestimento pittorico come nelle finestre, la Basilica Superiore di Assisi grida nei secoli nel linguaggio più suggestivo ed eloquente degli artisti di tutta Europa, il suo alto:

“Laudato sie, mi Signore
per averci donato
Frate Francesco”





 
 



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