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c’è in tutta la storia dell’Italia artistica
uno spazio dove il genio artistico si è profuso con
più forza rinnovatrice e creatrice come in questo della
Basilica superiore di Assisi.
Qui il gotico nordico, ripensato nella formula francescana
della “Povertà con letizia”(San Francesco
,Ammonizione XXVII), trovò la sua prima versione italiana
distinguendosi per la sobrietà dell’infrastruttura
parietale, per l’eliminazione di ogni fioritura (influssi
del gotico cistercense) e per la gaiezza delle pareti affrescate.
Il vastissimo testo pittorico, poi, è la più
grande testimonianza del trapasso dalla civiltà artistica
bizantino - romanica a quella italiana, data la sua realizzazione
da parte degli ultimi rappresentanti di schemi greci in Italia
(Cavallini, Turriti e Risuti) e dei più grandi rinnovatori
(Cimabue e soprattutto Giotto e giotteschi).
Anche gli artigiani del vetro istoriato di oltralpe, infine,
inserendosi per la prima volta nel rianimato clima artistico
italiano, aprono orizzonti nuovi ai loro già ricchi
gusti, tematiche e tecniche, creando, con la collaborazione
di italiani, un complesso di aperture luminose della più
rara trasparenza cromatica e organicità linguistica
e tematica.
“La basilica Assisiate col complesso delle sue ventotto
finestre originali anche se non integralmente conservate costituisce
così una luminosa e fortunata eccezione per l’Italia,
documentandoci, fra l’altro da sola, un mezzo secolo
della storia vetraria, in maniera quasi esclusiva, con testi
unici. Dai quali, nella desolante carenza di simili prodotti
che affligge al giorno d’oggi la penisola, si ricava
il graduale passaggio da una soggezione tributaria alla civiltà
del nord, ad un affrancamento progressivo sotto l’impulso
della grande pittura monumentale che è retaggio tipico
locale, affrancamento che si compie oltre la soglia del trecento
con la stessa rapidità del rivoluzionario sovvertimento
creato dalla pittura giottesca e dietro suo stimolo”
(G. Marchini).
“ Fra le prime e più importanti interpretazioni
italiane dell’architettura gotica, il Santuario di San
Francesco si inserisce nel paesaggio assisano come insostituibile
elemento centrale.
La serie dei testi pittorici che decorano l’interno
in intima fusione con l’architettura, è il più
completo e alto documento della civiltà figurativa
italiana del Duecento e Trecento in Italia” (F.
Santi)
Terminata al tramonto del secolo XIII nelle sue strutture
murarie, nel rivestimento pittorico come nelle finestre, la
Basilica Superiore di Assisi grida nei secoli nel linguaggio
più suggestivo ed eloquente degli artisti di tutta
Europa, il suo alto:
“Laudato sie, mi Signore
per averci donato
Frate Francesco”